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Una vita distrutta

Ciao a tutti, comincio con il ringraziarvi per la pazienza che avrete di leggere questa mia lunga storia e per la cortesia che avrete, se lo riterrete, di rispondermi.
Ho 52 anni e sono cieco dalla nascita. Sono sposato da 15 anni e ho due bambine di 8. Tutto meraviglioso all’apparenza, ma in realtà sto vivendo una vita d’inferno. Ma andiamo con ordine.
Quando ho conosciuto mia moglie sono stato attratto da lei in un modo conturbante e travolgente, provando una passione e un coinvolgimento sia fisico che emotivo ai limiti dell’ammaliamento.
Questo ha fatto sì che mi mettessi insieme con lei rapidissimamente, che andassimo a convivere e ci sposassimo, il tutto guidato e sollecitato da lei, anche se io, ovviamente, non ero contrario perché lei mi piaceva e le volevo bene.
I nostri primi anni sono stati un paradiso inebriante, di coinvolgimento, di affetto e perché no, anche di passione e sesso, nei quali peraltro mi son dedicato completamente alla nostra relazione, mettendo abbastanza da parte le altre cose che mi avevano impegnato prima (ma tanto, stando a ciò che vedevo, questo succedeva più o meno a tutti coloro che si sposavano, quindi non mi pareva vi fosse niente di scandaloso).
Io quando ci siamo conosciuti sapevo che lei voleva figli in un modo quasi spasmodico e io, anche se non li desideravo quanto lei, non ero contrario alla cosa e credevo che la paternità, una volta arrivata, mi avrebbe disvelato i suoi tesori nascosti. Ma quando abbiamo iniziato a vivere insieme ho visto che c’erano numerosi problemi che rendevano per noi controindicato aver figli: lei non stava tanto bene in salute, io con la mia disabilità non avrei potuto aiutarla più di tanto e sulle nostre famiglie d’origine, per varie ragioni, non avremmo potuto contare.
Quando le ho fatto presenti le mie perplessità, lei si è fortissimamente arrabbiata, accusandomi di altro tradimento e minacciandomi di andarsene se le avessi negato la possibilità di realizzare il suo sogno.
Inoltre, in qualunque circostanza vi fossero bambini in giro lei iniziava a piangere o a recriminare e se andavamo in una famiglia ove c’era un bambino piccolo poi erano tragedie, lamenti, pianti, o addirittura prendeva il bambino e me lo metteva in braccio a viva forza, quasi a volermi imporre la scoperta dell’amore per i bambini.
E così abbiamo tentato la via dell’adozione, che però non è andata a buon fine e dopo di essa la via della fecondazione assistita eterologa, alla quale io ero contrario ma lei, sempre insistendo e facendo pressioni oltre ogni dire, mi spinse a capitolare.
E così, come io temevo, invece che un figlio ne sono arrivati – arrivate – due e questo ha messo in ginocchio la nostra famiglia sotto tutti i punti di vista.
Infatti mia moglie non riesce a gestirle, perché son due. Io cerco di aiutarla per quanto posso, ma stante la mia condizione più di tanto non riesco a fare. I miei genitori sono le uniche persone sulle quali possiamo contare almeno un poco, ma lei non li sopporta, non condivide i loro comportamenti e le loro idee e pretende da me che io li costringa a cambiare e a diventare come vuole lei. E nel momento in cui io le dico che non si può pretendere che delle persone di 70 anni cambino la loro vita e la loro mentalità solo perché arrivi tu a pretenderlo, lei mi accusa di essere un imbelle, un “mammone” e dice di volersi separare.
Inoltre la nostra vita di coppia è praticamente scomparsa e nel momento in cui io avanzo qualche timida protesta al riguardo lei risponde rinfacciandomi il fatto che, siccome sono non vedente, non posso aiutarla quanto altri mariti aiutano le loro mogli per cui tutto il lavoro ricade sulle sue spalle quindi io debbo star zitto e non protestare.
Mi sento distrutto, ridotto nei guai fino al collo, anche perché, per soddisfare a ogni desiderio suo e delle bambine, mi sono ridotto economicamente in miseria, dando fondo a tutti i risparmi che avevo.
Le alternative che mi rimangono sono: continuare a vivere così, vedendomi umiliato e vessato senza aver in cambio nulla, oppure separarmi, vedendomi coinvolto in una sarabanda di contenziosi riguardanti assegni di mantenimento, gestione delle bimbe e quant’altro di antipatico è collegato a questa eventualità.
Infine, nonostante tutto, io a mia moglie voglio ancora bene, sia perché abbiamo vissuto momenti belli insieme sia perché son sicuro che lei di bene a me ne vuole, ma che è stata travolta dalle sue passioni e dalle sue velleità incontrollate, quindi non mi sento pronto a lasciarla.
Insomma, mi sento in un collo di bottiglia, non so proprio cosa fare e mi sento disperato.

da: Max

7 Commenti

  1. Ciao Claudio e ciao a tutti coloro che hanno seguito la mia storia. Sembra che adesso le cose si stiano non dico appianando ma almeno un po’ calmando, anche perché mia moglie sembra aver capito la necessità di curarsi, cosa che non può che giovare anche al suo umore. Per giunta abbiamo avuto un colloquio con mia madre che sembra essere stato, se non del tutto, almeno un poco chiarificatorio e rassicurante. Uno può dirmi: Ma che c’entra tua madre con voi? Che pi9accia o no, c’entra, dato che di lei e del suo aiuto abbiamo bisogno per cui se i rapporti vanno male la cosa ha ripercussioni su tutto il resto. È inutile raccontarsi storie: quando uno sposa un’altra persona non sposa solo lei, ma per forza di cose il contesto da cui proviene le sue influenze sul rapporto ce le ha, quindi non se ne può prescindere.
    Un saluto e a presto.

    • Bene, vedrai che le cose miglioreranno; hai ragione sulla famiglia ,le abitudini, il contesto di provenienza.
      Ti auguro serenità ,anche a tutte le persone coinvolte .
      Un abbraccio
      Claudio

  2. Se lei è normovedente capisco lo stress che prova. Se arriva al punto di rinfacciare che il marito non poss, madate le sue condizioni, supportarla nelle incombenze di casa (assunto che almeno la metà dei mariti latiti in questo), allora denota una certa immaturità. Fare figli oggi difficile per tutti e, tu “temevi” un parto gemellare; che dire, tua moglie mi pare un poco incosciente.
    Non oso immaginare lo stato d’animo di chi è già così pesantemente penalizzato dalla vita!

    • Ciao Stany, grazie infinite per il tuo messaggio pieno di comprensione e di equilibrio. Purtroppo le cose non stanno affatto migliorando, anche perché mia moglie ora è affetta da un problema di salute che rende ancor più difficile ogni cosa ma, invece che acquisite un po’ di umiltà e lasciarsi aiutare, è divenuta ancor più aggressiva e esigente.
      Io proprio non so come fare, perché cerco di starle vicino ma lei non mi permette di aiutarla se non nei modi che dice lei.
      Ad esempio i miei genitori si sono offerti di tenere per un poco le bambine in montagna, ma lei non ha voluto dargliele e piuttosto le tiene qui in città al caldo, stancandosi lei e facendo stancare loro qui al caldo.
      Non ce la faccio più, sono rovinato economicamente e svuotato affettivamente e spiritualmente. Sto pensando al suicidio.

  3. Mi dispiace davvero tanto per ciò che sta vivendo, gli vuoi ancora bene ma quella che è diventata nel tempo sembra una lontana parente di quello che era prima.
    Questi cambiamenti così forti hanno un forte impatto sulla relazione che chiaramente è in crisi e ci sono di messo anche due bambini.
    Difficili dirti cosa fare, spero che tua moglie possa calmarsi e comprendere che ti sta caricando di uno stress notevole senza considerare che ti rimprovera cose che oggettivamente, vista la tua cecità, ti è davvero difficile fare.
    La sua scarsa empatia fa comprendere quanto è stressata, nervosa, probabilmente non sa nemmeno lei quello che vuole davvero.
    Un abbraccio e ti sono vicina.

    • Ciao Alessandra, grazie infinite per il tuo messaggio pieno di comprensione e di equilibrio. Purtroppo la situazione sta peggiorando e, oserei dire, precipitando. Mia moglie ora non sta bene, le è sopravvenuta una forma di ipertiroidismo autoimmune per la quale dovrà essere curata per almeno un anno. Ma invece di maturare un minimo di umiltà e di calmarsi, è diventata ancora più aggressiva e esigente. Nonostante i miei si siano offerti di portare le bambine in montagna, lei non ha voluto dargliele e le tiene qui per tutta l’estate al caldo. inoltre mi minaccia velatamente di separazione sostenendo di voler addebitare a me e ai miei la colpa del problema di salute che le è sopravvenuto, a causa dello stress che loro le avrebbero causato nel conculcare a ogni piè sospinto la sua dignità e provocatole da me perché non li avrei,k come lei dice, messi al loro posto. Ti Assicuro che non ne posso davvero più, sono confuso e imbottigliato in una situazione dalla quale davvero non so come uscire. Anche se cerco di non attuarlo, penso spesso al suicidio.

      • Ciao, sei una persona molto equilibrata, ragionevole e comprensiva; mi pare di capire da ciò che scrivi.
        Guarda….credo che tutti coloro che si sono trovati nelle vicende di una separazione travagliata abbiano pensato al suicidio,prima o dopo. Hai ancora i tuoi genitori che sono un riferimento; le tue bambine che cresceranno.. Paradossalmente ora sei tu che devi supportare tua moglie; è una prova che ti renderà ancora più forte . Ho parlato di separazione perché credo che , salvo un rinsavimento di tua moglie sia l’epilogo più verosimile. Con tutte le problematiche connesse a quello che è un fallimento di un progetto familiare. Ti auguro comunque che tua moglie rinsavisca e riscopra ciò che la fece innamorare di te. È una dura prova ma mi sembri attrezzato per superarla . Ora pensa alle figlie, per prime, poi ai tuoi genitori che non saranno più giovani immagino, ed anche a tua moglie che, paradossalmente in questo momento è più debole di te. Ma prima di tutto pensa anche a te stesso ,mantieni l’equilibrio, che altrimenti non potrrai essere d’aiuto ale bambine che hanno bisogno di un padre forte ,presente e disponibile.
        Ti auguro ogni bene dicendoti che sei un esempio per molti, compreso il sottoscritto.
        Leggero con piacere l’evoluzione della tua situazione, nel tempo.
        Un abbraccio .
        Claudio

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