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Pene d’amore

Non pensavo di tornare su questo forum a parlare di pene d’amore, ma a quanto pare è stato inevitabile.
Con il mio attuale ragazzo ho una relazione seria e stabile da circa un anno e mezzo, tuttavia ci sono dei problemi che mi fanno soffrire tantissimo e che non so come interpretare.
Penso sia ossessionato da me e che confonda l’affetto, l’amore e il tenere ad una persona con l’ossessione e la gelosia.
Io sono una persona molto indipendente, con la necessità dei suoi spazi, anche all’interno di una relazione (non fraintendetemi, non intendo che frequento altri ragazzi) per cui ho bisogno che il mio partner nutri molta fiducia in me come io in lui,ma il mio ragazzo non è dello stesso avviso, dato che molte volte che esco e lui non ci può essere per impegni suoi, mi fa il terzo grado su con chi sono, via, civico, motivazione ecc anche quando rispondo a dei colloqui di lavoro. Io sono sempre stata molto aperta nei suoi confronti ma vedo che, nonostante ciò, l’intrusività in merito continua.
Poi ha mostrato gelosia nei confronti di mia cugina, persona alla quale sono molto legata, che considero una sorella, che mi è sempre stata vicino e ci siamo sempre sostenute a vicenda.

Con lei ho sempre avuto un rapporto speciale, nonostante le distanze geografiche che ci separano e il mio ragazzo è stato geloso di ciò: per lui, dovevo considerarlo la sola persona importante nella mia vita, l’unica al primo posto, ma io non sono solita fare classifiche: chi per me è importante, lo è per ragioni diverse e basta. Per me mia cugina significa “famiglia” ciò che mi è sempre mancato con i miei genitori,con i quali ho un rapporto orribile, quasi inesistente.
Così salta fuori questo, per cui trovo il coraggio di parlargli a viso aperto e aprire una discussione. 
Risolviamo e non mi accenna più nulla verso mia cugina, ma la sua gelosia e ossessione la sposta su un’altra persona: il mio ex.
Il mio attuale ragazzo non ha mai avuto altre storie oltre me, io sono stata la prima e unica donna in tutti i sensi, mentre io ho avuto una storia di un anno con un ragazzo che mi ha fatto stare di merda e che ho praticamente deciso di rimuovere dalla mia esistenza. Con questo non sono mai riuscita ad avere un rapporto sessuale in un anno di relazione, data la sua indelicatezza e anche incapacità a farmi sentire a mio agio.

Con il mio attuale ragazzo ho trovato la sintonia e il piacere di fare l’amore e anche lui, tuttavia qui emerge un suo altro difetto: l’ipocondria. Il mio ragazzo ha sempre avuto paura delle malattie sessualmente trasmissibili e , nonostante io abbia deciso di non parlargli più di quel tanto del mio ex (per quanto riguarda la sfera meramente privata, per il resto mi sono sentita di dirgli abbastanza, anche che non c’è mai stato rapporto sessuale, se non preliminari e basta), il mio ragazzo, nel pieno dell’eccitazione e dell’atto si fermava e mi diceva “ma non è che lui ti tradiva e ti ha attaccato qualcosa?” 
In continuazione, al punto dal farmi desiderare sempre meno la voglia di unirmi a lui. Io continuavo a giurargli di no, gli proponevo pure di diventare donatori di sangue, per cui ti fanno tutti gli accertamenti per vedere se hai malattie o patologie, ma lui no, non voleva e io non sapevo che fare, se non rifiutarmi di fare l’amore con lui.
Poi, parlando questa ossessione sua è passata e ora è un anno che per fortuna lui non tira più fuori questa storia, ma è arrivata un’altra ossessionato: una mia amica.
Questa ragazza, ahimè ho un rapporto non stretto e un po’ all’acqua di rose, per cui sono io che più cerco lei, che lei me, ma amen ho deciso di prenderla con filosofia, nonostante questo suo “menefreghismo”, se così lo vogliamo chiamare, nei miei confronti non mi faccia piacere, ma ho deciso di gestirla alla buona, per cui se riesco a vederla ok, se no amen.
Il mio ragazzo non del medesimo avviso: sparla di Lei malamente, sostiene che mi meriti di meglio ecc. Da una parte ha ragione, ma dall’io attualmente, per via del mio trasloco in un’altra città (la stessa di questa ragazza) non ho altre amiche, non so con chi uscire, sto facendo una vita da pantofolaia e ho 24 anni e l’unica persona oltre lei con cui esco è il mio ragazzo.
Fine.
Non c’è nessun altro con cui fare vita sociale e non ho manco i soldi per iscrivermi in palestra o a un corso di qualcosa, per cui mi arrangio come posso in attesa di entrare alla Laura specialistica, in cui spero di crearmi un gruppo di ragazze con cui uscire.
Tornando all’amica un po’menefreghista, in ben due occasioni mi ha invitata ad uscire e, essendosi fatto tardi, mi ha proposto di stare da lei, dato che vive fuori città e un po’lontano da dove ho preso casa io
Il mio ragazzo come ha reagito in entrambe le occasioni?
Si è agitato!

In una prima, ha iniziato a innervosirsi, venendomi a dire per telefono di stare tutto il tempo lì con lui perché era agitato a causa di una sua parente (era andato a trovare dei parenti al sud a lui indigesti solo per cortesia, mentre io sono dovuta rimanere a casa al nord per via del lavoro e questa mia amica mi ha invitata da Lei, dopo il turno). Io quella giornata me la sogno passata di merda, perché lui aveva paura che facessero il gioco della bottiglia e che io accettassi (come se non fossi autonoma a dire “no”) e mi ha esasperato tutto il tempo per questa storia, poi ha anche iniziato ad apporre la scusa che l’indomani dovevo lavorare (alle 12 fino alle 17) quindi non potevo dormire da lei o facevo tardi (come se non fossi in grado di svegliarmi presto e andarmene e, appunto fino a casa mia il tragitto è di un’ora e da lì solo 20 minuti a lavoro, quindi svegliarmi alle 9, come ho fatto, mi ha dato un largo anticipo)
Tutte queste preoccupazioni, secondo lui sono segni che lui ci tiene a me, ma quando gli ho ribadito che mi sento soffocare e di smetterla di essere così invasivo nella mia vita, ecco lì che inizia a dire di scusarlo e che è colpa dell’agitazione che gli causa questa parente che è andato a trovare.
Io decido di accettare le sue scuse, anche se non ci credo manco un po’e riesco a passare il resto della sera tranquilla e ad andare l’indomani a lavoro tranquilla.
La seconda sera è oggi.
Ho contattato questa ragazza, dopo tipo due mesi che non ci scrivevamo, io un po’perché ho avuto i miei impegni, lei non lo so. Concordiamo per vederci stasera da lei e già lì il mio ragazzo vedo che cerca in tutti i modi di dissuadermi dall’andare “Ma è lontano!Oggi ci sono 40 gradi e devi farti un viaggio!Ma lei non può venire da da te? Ma lei ha la macchina (io non sono ancora patentata ahimè) può riportarti a casa (un’ora di tragitto), deve riportati a casa, perché per forza vai da lei? Non ti merita! Non gliene frega niente di te! Solo a me importa di te!”

Cioè ogni scusa è buona per cerca di farmi restare e non andare, ma io decido comunque di andare, dicendogli che, vedendo che non di propone di riaccompagnarmi per un pezzo me ne vado via prima.
Ma cosa succede? Il.pullman ritarda di 40 minuti, arrivi tardi da lei, ceniamo tardi e mi propone allora di passare la notte da lei. Avviso subito il mio ragazzo di questo cambio di programma e di nuovo si agita, dicendomi che ha un attacco di tachicardia forte, che si sente male e che vuole io sia lì. Io cerco di fargli capire che è tardi e che non ho modo di tornare a casa così su due piedi, poi, considerando il suo.stato di ipocondria, penso sia dovuto solo al fatto che io non sono lì con lui, per cui non ritengo la situazione grave da dover correre come una dannata. Anzi lo ritengo più un capriccio, visto che ha il cuore sano. lui si agita ancora di più e a quel punto mi convinco a chiedere alla mia amica se mi può fare questa cortesia, ma lui rifiuta, perché “l’intento di tornare a casa non viene spontaneamente da me ma da lui”. Poi inizia a dire che fa malissimo a mettermi al primo posto,a pensare sempre a me e al mio bene, che con me non può parlare, che deve nascondere il fatto che sta male ecc, quando io sono sempre lì a subire 
Io non ho un ragazzo, ma un figlio. Devo sempre guardare a lui e sto iniziando a soffocare per questo e non so che fare. Glielo detto chiaro e tondo che voglio un uomo indipendente al mio fianco e non un figlio.
Io sono una persona molto paziente e comprensiva, ma ho anche le mie esigenze e fra queste c’è il.bisogno di una compagnia oltre il rapporto di coppia.
Ho anche io i miei problemi di agitazione e ansia che ogni tanto vengono fuori, ma non voglio che il mio ragazzo ne paghi le conseguenze più di quel tanto .
Così dopo una bella discussione al telefono che porta via il tempo per cui la mia amica era disposta a sacrificarsi per accompagnarmi, io sono rimasta da lei a dormire e il mio ragazzo a casa da solo e stavolta, l’origine della sua agitazione era “l’esame dell’indomani”.

Questa mancanza di responsabilità del mio ragazzo mi sta facendo andare suoi nervi, perché sembra volersi giustificare: dato che lui è agitato per X motivo, può permettersi di andare in escandescenza ed esasperare il.prossimo.
Io non faccio correre e piuttosto litigo, però poi sto male, sto di merda e non so che fare.
Non credo di fare nulla di male a nessuno e non arreco danno o offesa al mio ragazzo, tuttavia sembra che nel torto ci debba finire io perché, secondo lui “questa ragazza non la devo frequentare perché non mi cerca (ahimè vero), questa ragazza è una stronza perché, pur avendo la macchina, non mi riporta fino a casa (manco fosse la mia tassista).
Poi, mi è pure venuto a dire che la sua psicologa, nella prima occasione in cui sono stata a dormire da questa ragazza, gli ha dato ragione, dicendogli che lui non aveva fatto nulla di male, facendo passare me per l’esagerata che si arrabbia per qualsiasi cosa. 
Il mio ragazzo adesso vuole portarmi da questa signora, però io non sono convinta: ho studiato psicologia e, secondo un codice deontologico, i due membri della coppia, a meno che non intraprendono un percorso terapeutico di coppia insieme, dovrebbero essere seguiti da due persone diverse per garantire l’oggettività. il mio ragazzo va da questa psicologa da circa 8 mesi per i suoi problemi personali, però io non ho visto il benché minimo miglioramento nella sua condizione e in 8 mesi almeno un inizio lo si dovrebbe vedere. Di fronte a ciò, ho iniziato a dubitare delle possibilità di questa psicologa e a ci consigliare il mio ragazzo a cambiarla,ma lui è fissato con questa, ottenendo solo ostilità e venendo pure additata come sapientona, quando fra i due, quella che ha studiato la disciplina sono io e lui manco conosce la differenza fra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra.
Così gli ho detto che mi sarei trovata un psicoterapeuta per i fatti miei o che avremmo intrapreso un psicoterapia di coppia da un’altra persona. Il mio ex psicoterapeuta mi ha praticamente specificato che sta nell’interesse dello specialista comunque prendere le parti del principale paziente e non dell’oggetto dei suoi problemi, per cui io, andando da questa psicologa finirei per essere solo che additata e basta. Invece, andando da uno specialista che ci conosce come coppia lì nelle sedute, senza che abbia avuto modo di conoscere la storia di uno solo dei due può garantire un punto di vista più oggettivo.(anche gli psicologi sono degli umani succubi alla propria soggettività, non prendiamoci per i fondelli).
Non so come debba comportarmi.
Ritengo di non sbagliare e che il mio ragazzo sì debba dare una certa regolata ad essere più indipendente, perché io sto veramente tanto male.
Amo il mio ragazzo, vorrei avere una vita serena e felice con lui ma sembra impossibile, perché ne deve trovare sempre una.
Cosa posso fare? Grazie a chi risponderà.

da: Elizabeth

5 Commenti

  1. Che carina che sei, e che peso che è lui. So che conosci già la risposta: cosa posso fare? Puoi decidere, sapendo che non esiste una scelta giusta è una sbagliata:
    1. Decidi che il tuo sentimento per lui supera i momenti negativi che ti provoca, e quindi te lo tieni.
    2. Decidi che i momenti negativi che ti provoca superano il tuo sentimento per lui, e allora lo lasci.
    Io ho scelto la 2, ma per lungo tempo sono rimasto come te sulla 1.
    Ovviamente non vale sperare che lui (per me lei) cambi, il bello del gioco è questo: comunque vada sai che lui sarà sempre lo stesso. Sempre. Se stai con li altri 5 minuti/5anni/55anni devi sapere che in quel lasso di tempo le emozioni che ti provocherà saranno (se non peggio) sempre le medesime.
    Davvero vuoi rimanere sull’aereo che si schianta per paura del paracadute?
    Ripeto, non c’è una scelta giusta, altrimenti non sarebbe una vera scelta. Però disponiamo di dati certi, ossia: tu ti senti male e lui ti fa venire i sensi di colpa per manipolarti meglio.
    Io un piccolo tentativo lo farei, magari ne trovi uno che non ti fa soffrire così.
    Per concludere: l’inconveniente di lasciare uno così è che nei primi 6 mesi circa ti fará sentire una crisi d’astinenza enorme. Ma sarà l’ulteriore riprova che era una persona per te nociva.

    • Ciao Marco, grazie per la tua risposta.
      Che dire? Non posso che darti ragione, però vorrei trovare un modo per poter aprire un dialogo aperto con lui e fargli capire come mi sento e che così facendo, lui sta solo minando la nostra relazione.
      Non mi aspetto di cambiarlo , ma di fargli capire che certe cose dovrebbero cambiare e fra queste è appunto la sua dipendenza da me che lo rende geloso. Io mi sento male ma porto avanti quella che è la mia condotta e se mi sento di fare una cosa che non nuoce alla coppia, basta, la faccio.
      Ma forse è vero che ho solo paura di lanciarmi con il paracadute, perché sono ancora molto innamorata di lui e nutro ancora speranza…forse inutilmente…

  2. Non ho letto tutta la tua lunga lettera, ma miè tutto chiaro comunque.
    Quando la gelosia supera un livello anche minimo, troncare finché si è in tempo.
    La gelosia rende la vita un inferno, sia a chi la subisce, sia a chi la pratica.

    PS. Comunque tra un attimo leggerò tutto il tuo messaggio.

    • Ciao Enzo, grazie per la tua risposta.
      Ci ho pensato a troncare e mi sono sentita malissimo alla sola idea.
      Questo ragazzo lo amo tantissimo, è diventato parte di quella piccola e un po’bizzarra famiglia che siamo io e mia cugina.
      È diventato tutto per me.
      Quando sono tornata a casa gli ho parlato chiaro di come mi sentivo e ho cercato di fargli capire che così io sto male e che anche lui peggiora solo il suo stare male. Mi ha giurato che il suo non era un capriccio, non era un malessere passeggero ma che si sentiva veramente male e che avrebbe solo voluto fossi lì con lui. Al ché un po’mi sono sentita una stronza ad averlo lasciato da solo, ma dall’altra parte i suoi continui”al lupo! Al lupo!” mi hanno fatto diventare molto scettica circa la sua capacità di riconoscere un malessere vero da un malessere temporaneo e insignificante acuito poi da ansia.

      • Fai attenzione perché la gelosia è un veleno per la coppia. Un veleno sia per chi la subisce, sia per chi la pratica. E secondo me la gelosia è come il vino: bevitore una volta, bevitore sempre.
        Comunque ti auguro ogni bene.

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