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Non riesco a superare un tradimento

Salve, se scrivo qui è perchè avrei bisogno del vostro aiuto e sostegno. Non riesco a superare il tradimento di ma moglie per quanto lei abbia fatto per farsi perdonare. E’ stata sempre una moglie perfetta, amorevole, abbiamo 16 anni di relazione malgrado la nostra giovane età, perchè io ho 36 e lei 34. Un figlio che è la felicità della casa, un amore che credevo intoccabile eppure mi ha tradito.

E’ stata proprio lei a confessarmelo tra mille pianti e dolori. Mi ha tradito con un collega di lavoro, c’è stata una volta sola ma per me è stata la fine. Mi mi ha detto che avrei avuto tutto il diritto per lasciarla ed inizialmente andai via di casa per 2 mesi, anche se ero presente tutti i giorni per mio figlio. Poi non c’è la facevo, era più forte di me, l’amavo e continuo ad amarla alla follia e sono tornato a casa e per qualche mese tutto è stato più bello di prima.

Poi, ad una cena tra amici, vedo uno sguardo d’intesa tra lei ed un mio amico, forse non c’è davvero stato nulla ma nel mio stato emozionale turbato ho visto un nuovo tradimento. Sono cambiato da quella sera e già il giorno dopo gli ho tirato in faccia tuta la mia rabbia. Lei è rimasta sbalordita, ha detto che mai e poi mai ha guardato il mio amico con malizia, ha pianto, non mi ha parlato per giorni.

Poi abbiamo parlato con più calma e mi ha detto che se non mi fido più di lei, tanto da vedere cose che non esistono, è perchè non ho mai davvero perdonato il suo tradimento e che ormai la nostra relazione era segnata, che si era illusa che io potessi davvero perdonarla.

Non c’è la facevo a lasciarla è l’ho supplicata di non lasciarmi, insomma, i ruoli si sono scambiati. Però, c’è un ma, quando non ho più paura di perderla soffro di nuovo al pensiero che lei torni a tradirmi. Quando penso di perderla farei di tutto pur di stare con lei.

Sono un caso clinico? Ho bisogno di uno psicologo? Non so che fare, ma alla fine non riesco a perdonarla,

da: Claudio

10 Commenti

  1. Credo che tale situazione sia una martellata tremenda. Quando un simile colpo si abbatte accade un po’ quel che avviene quando si colpisce un vetro. Può non andare in frantumi, ma le crepe resteranno lì, senza possibilità che possa ristabilirsi quella integrità iniziale e con l’aggravante che, ora, potrebbe essere sufficiente un semplice fosso a farlo in mille pezzi. Lei sa che quel che ha concesso all’altro sarà una “umiliazione” che ti accompagnerà a vita, le risposte che dovrà dare alle tue domande dovranno essere sincere e cariche di dolore per te. Ogni passeggiata sarà vissuta nell’ansia di poter incontrare l’altro. Non sarà più vita. Almeno io la vedo così.

  2. Chi tradisce anche una sola volta, può tornare a farlo molto più facilmente di chi non ha mai tradito. Da ammirare la confessione, segno che il tradimento è stato solo un momento di debolezza. Ma preparati, amico, perché presto potrebbe ricascarci…

  3. La reciproca fedeltà è una chimera. Non esisteva prima della liberazione sessuale dei sessanta, non esiste oggi e le cose andranno “peggiorando” sempre di più. Rispetto a posti come gli Stati Uniti , da noi c’è ancora un minimo di stigma sociale ma anche quello si dissolvera presto. Con questa consapevolezza fate le vostre scelte : siate buoni e remissivi, abbassate le orecchie, addossatevi tutte le colpe e fatevi prendere a calci nei coglioni se vi va oppure andate per la vostra strada e vivete alle vostre condizioni ; nel “grande schema delle cose” , se mai ne esiste uno , non fa alcuna differenza. Sono diventato intollerante con gli anni , lo riconosco , ma non faccio che vedere bravi ragazzi rovinati da situazioni di merda come quelle di questo post.

  4. Ciao Claudio, rispondere alla tua richiesta di aiuto aiuterà anche me nel mio percorso. Come te ho vissuto questa esperienza, ho una situazione familiare simile alla tua e qualche anno in più di te. Sono trascorsi solo 6 giorni dal momento in cui mia moglie mi ha confessato di avere avuto una breve relazione con un altro uomo, e scrivere a te, uno sconosciuto che ha vissuto e vive un travaglio interiore simile al mio, è una delle strade che mi aiuta a cercare le risposte.
    Poche ore dopo la confessione, avvenuta, sembra uno scherzo, il giorno successivo al nostro anniversario, vedendo mia moglie in condizioni emotive ben peggiori della mia, così fragile, così pentita, così bisognosa di protezione, ho provato tanta pena per lei, tanta empatia, tanto amore. Ho pianto come mai credo di aver pianto in tutta la mia vita, mentre le domande cominciavano ad affiorare sempre più pungenti, sempre più insistenti, e le risposte che mi balenavano in mente erano talvolta vere pugnalate. Poco alla volta, mentre le lacrime lavavano via i pensieri peggiori che un’anima ferita può avere, e vedevo la donna più importante della mia vita tanto fragile, tanto mortificata, ho capito, ho capito che il suo perdono sarebbe passato attraverso il mio.
    Mi sono sforzato di analizzare non soltanto l’episodio (o gli episodi) del “tradimento”, piuttosto tutto ciò che lo ha preceduto: il clima, le vicende, le cose dette e non dette, i bisticci, le situazioni stagnanti nella vita, il guardarsi attorno e veder, il provare un desiderio di cambiamento di qualcosa che nemmeno tu sai come e con cosa metterlo in pratica. Un po’ come non giudicare un libro limitandosi a leggere il finale, ma analizzando le pagine per capire come si è arrivati a quella conclusione. A quel che scrivi vi siete sposati molto giovani.
    Il vostro matrimonio, come il mio, ha messo un sigillo su quello che ritenevate, che ritenevamo, essere ciò che volevamo più intensamente, aggiungo, in quel momento. Gli anni passano, l’innamoramento passa e si trasforma, diventa amore, per alcuni routine, per altri prigione, nascono i figli, il lavoro va e viene, così come il denaro, si matura, con gli anni impariamo a conoscere la nostra donna, lei impara a conoscere noi, maturiamo una Consapevolezza degli opposti ben diversa da quella che avevamo a vent’anni, e talvolta ci domandiamo se è questa la vita che volevamo, pensiamo a tutte le vite che sarebbero potute essere, e non sono state, nello studio, nel lavoro, nelle amicizie, negli affetti, nella realizzazione di sé.
    Mia moglie, come la tua, forse, era alla ricerca di qualcosa, qualcosa che sarebbe troppo frettoloso e semplicistico bollare come tradimento. In questi giorni mi ha aiutato tantissimo questa ricerca, empatizzare quanto potevo con lei, cercare di capirla, cercare di indossare i suoi panni, rivivere quello che è accaduto dal suo punto di vista. Mi è bastato fare i conti con me stesso, pensare a me e a come mi sarei comportato di fronte a simili tentazioni, a quello che avrei provato, al senso di proibito, di adrenalina, alla voglia di tornare a sentirsi giovani e desiderati, di sentirsi ancora in sella, di pensare che i miei desideri, le mie fantasie, non sono sbagliate, che abbiamo bisogno di sensazioni forti, un po’ come quando si era ragazzini e si rubavano le patatine nei negozi. Mia moglie non è stata cattiva, non mi ha mancato di rispetto, non ha infranto nessun accordo; è solo una essere umano, giovane, bellissima, piena di fascino, piena di vita, piena di qualità, piena di amore verso me e i bambini, piena di rispetto per gli altri. Ma è fatta di carne e sangue, desidera, come me o gli altri uomini di fronte a bellissime su Instagram o a un film porno. Rispetto a lei non sono stato “bravo”, in questi anni, solo più fortunato, mi sono trovato in situazioni meno borderline, più gestibili, meno “imperdibili, costi quel che costi”. Se mi fossi trovato in una situazione in cui una donna mi avesse fatto perdere la brocca, in pochi minuti avrei “consumato il tradimento”, ma in quegli istanti di nebbia ormonale non significa che stessi smettendo di dare valore a quello che avevo, ai miei affetti, alla mia vita coniugale.
    Avrei ancora amato mia moglie, persino più intensamente, e mi sarei sentito a pezzi esattamente come si sente ora lei, consapevole di aver commesso un errore senza pensarci troppo su, senza valutare le conseguenze, seguendo un impulso adolescenziale che forse non avevo esaudito fino in fondo, e tornava a stuzzicarmi. Ho parlato ore con mia moglie, piangendo entrambi, per arrivare a queste conclusioni, vedere la cosa non come tradimento ma come “incidente di percorso”, pensare alla mia compagna come una cucciola bisognosa di protezione, ora più che mai, mi ha aiutato a riscoprirmi come uomo, un uomo capace del perdono, totale, incondizionato, a farmi capire che direzione dare
    al secondo tempo della mia vita. Per perdonare totalmente lei, in modo completo e incondizionato, inizia col perdonare te stesso, per quello che potresti aver fatto, detto e non detto, per quelle volte in cui potresti, volontariamente o involontariamente, fatto mancare alla tua compagna quel mattoncino che ha contribuito alla sua defaillance. Dimentica le tue colpe, dimentica le sue, lei è una bella Persona, la stessa di cui ti sei innamorato, quella che hai scelto come compagna di vita, lo è ancora, e lo sarà per sempre.
    Parla tanto con tua moglie, confida le tue paure, i tuoi sbagli, le tue insicurezze, se senti il bisogno di farle domande fallo, non tenerti dentro tutto il dolore, anche se pensi che troveresti le risposte insopportabili. Fallo mentre la abbracci, mentre senti il profumo dei suoi capelli, il calore del suo corpo, il battito del suo cuore. Abbracciarla e proteggila, proteggerai te stesso. Quando mi torneranno a fare visita i cattivi pensieri, quelli morbosi, le domande senza risposta saprò come gestirle. Ho letto che il tradimento non si può dimenticare, ma si può superare.
    La mia felicità dipende da me, e quando mi sentirò troppo triste prenderò la mano di mia moglie, il mio unico amore per tutta a la vita. Voglio guardarmi allo specchio, guardarmi con soddisfazione, vedere un uomo che ha conosciuto il dolore, non lo ha ributtato in faccia ad altri, ma lo ha affrontato e vinto. Voglio far sentire mia moglie vicina ad un gigante. Vivi le tue emozioni, condividile con la tua compagna, seleziona le sensazioni che ti danno luce; dopo questo vedo chiaro cos’è il vero amore, è dentro di noi, tiriamolo fuori, mettiamolo a disposizione, e vinciamo.

    • Grazie Tobia del tuo racconto e dei tuoi consigli. Hai vissuto la mia stessa storia e devo dire che tu sei davvero un gigante perché nel tradimento di tua mogie hai trovato la forza della comprensione, dell’analisi, del perdono.
      Probabilmente sei più avanti di me, io no ho la tua forza e non hai idea di quanto la vorrei.
      Non riesco a scovare nei miei errori del passato la giustificazione della sua azione ne tanto meno credo che il tradimento sia un’errore dettato da quella che definisci “una nebbia ormonale”.
      Per me quella nebbia traccia un confine tra rispetto ed auto controllo, vorrei davvero perdonarla ma poi, il solo pensiero di quello che ha fatto, rompe la magia legato all’amore.
      Ad ogni modo grazie davvero di cuore!
      mpre inesorabilmente il castello

      • In quello che scrivi traspare ancora tanto amore per lei, quando scrivi che se la dovessi perdere ti sentiresti un uomo finito. Questo sentimento è così potente che non hai idea. Adesso nel nostro cuore c’è un mare di spine, però c’è anche il germoglio che può rifiorire. E’ per questo che è tanto doloroso cercare di recuperarlo, ogni volta che cerchiamo di prenderlo ci pungiamo nelle spine dei pensieri bastardi…ti farai male, amico, parecchio, piangerai ancora, come me, ma prova a sfanculare l’odio, tu sei il proprietario dei tuoi sentimenti, sei tu che li domini, sei tu l’uomo che sa cosa fare, che si toglie il pane di bocca per darlo ai figli, che si toglie la giacca per far star calda la moglie, che non compra le scarpe per far fare il nuoto ai bambini…come ti senti dopo queste circostanze? Forte vero? Necessario, indispensabile, buono, giusto, un uomo con la U maiuscola, che sa prendere le decisioni più sagge. L’odio , la rabbia, la malinconia sono le cose che ti fanno stare male, sfanculale, dipende da te credimi, scegli di vivere felice, basta lacrime.

  5. Ciao, so come ti senti, non ho la presunzione di dirlo senza motivo ma perché ci sono passato.
    Un rapporto si basa sulla fiducia, anzi sulla TOTALE e più completa fiducia.
    È perfettamente normale che ora ogni situazione ti faccia dubitare, non sentirti in colpa anzi, la cosa più ripugnante invece è che tua moglie contrariamente a scusarsi e capire perfettamente che è unicamente colpa sua se ora dubiti di lei, ha cercato di rigirare la frittata per farti nuovamente sentire male e cosi non curante dei tuoi sentimenti ti ha messo il muso.
    Sei tu che non capisci, sei tu lo strano, quando invece stai soffrendo come un cane stai li con un paletto nel cuore e nessuno ti aiuta e lei da persona che se ti amasse un briciolo capirebbe questa situazione e dovrebbe quanto meno usare un po di tatto e rispetto per chi l’ha amata, la perdonata e la continua a rispettare malgrado tutto il male che ti ha fatto.
    Sei accecato dallo sconfinato amore nei suoi confronti e non vedi che a questa tizia non interessa come stai e quello che provi anzi sei tu che sbagli per lei è colpa tua se ti ha tradito (secondo lei…) Claudio mi permetto di dirti, per mia dolorosa esperienza, abbandona chi non ti merita , chi calpesta il tuo cuore e tutto l’affetto che doni. Non ti merita, soffrirai enormemente ma visto che a lei importa più di se stessa che della sua metà significa che non ti ama, non ti rispetta, che tutto gli è dovuto e sei tu quello sbagliato sei tu che non capisci è così che ti dice vero? Una persona che ti ama non ti chiede di capire, non ti chiede di perdonare, non ti dice che sei sbagliato ma ti chiede se sei felice, se c’è qualche cosa che può fare per te, e non ti trova sbagliato ti trova speciale unico.
    Fatti due domande e troverai le risposte.
    Capisco perfettamente il tuo stato sentimentale ti senti violato nel più profondo, intimo e nascosto angolo del cuore.
    Ti auguro il bene del mondo e la felicità più estrema che un essere umano possa avere perché te la meriti sei una brava persona un marito rispettoso e un padre amorevole non meriti tutto questo. Buona fortuna Claudio.

    • Grazie Massimo del tuo commento, ho il terrore che tu abbia ragione e che non riuscirò davvero mai a perdonarla anche se, quando penso di perderla mi sento un uomo finito.

  6. Claudio, tu non puoi sapere quanto io ti capisca.
    Anche io sto con mia moglie da 15 anni, io vado per i 40 e lei ne ha 36. So per certo che mi ha tradito, non che abbia delle prove tangibili, ma da tante cose che ho visto, non credo che lei uscisse la sera e tornasse solo il mattino dopo per andare a giocare a boowling.
    Ma quando le ho messo davanti la lettera di un avvocato per la separazione ha tentato di girarmi la frittata contro di me, che lei non ha fatto mai nulla di male e che forse in realtà ero io ad avere un’altra etc etc.
    Beh, riassumendo, io sto ancora con lei. Perchè come te l’amo da morire, è la mia vita, e non so immaginarmi un futuro senza di lei. Fra me lei però ormai non c’è piu nulla. Si fa l’amore una volta ogni 2 mesi quando va bene, e ormai a me non interessa piu nulla di questo. Lei è senza lavoro, e forse è solo per questo che ora si è tranquillizzata e sta a casa, senza uscire la notte. Ma per il resto, io vivo sempre con la tensione di quello che possa aver fatto e che possa rifarlo nuovamente.
    Io ho fatto male a non andare avanti con la separazione, era l’occasione giusta, oltretutto non abbiamo nemmeno figli.
    Tu invece hai una famiglia e chiaramente stai lottando per questo.
    L’unico consiglio che posso darti è quello di stare in guardia, ma di vivere comunque il momento e la tranquillità che lei ora ti sta offrendo. Metti comunque le mani avanti, informati da un legale per eventuali mosse che puoi fare nel caso in cui malauguratamente lei possa nuovamente comportarsi così….

    • Grazie Dave, so quello che hai provato nel sapere che tua moglie probabilmente ti ha tradito.
      Voglio essere onesto con te, voglio arrivare ad una conclusione in questa storia, ossia lasciarla o continuare a stare con lei.
      Però non voglio stare con lei perché non ho alternative o perché lei resta a casa perché non può avere un altro, so che nel momento che avrò deciso agirò anche per il bene dei miei figli. Perché sai, se io e lei non staremo più bene anche loro ne risentiranno, quindi anche per il loro bene deciderò se davvero lasciarla o meno.

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