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Una Storia Finita Male

Ciao a tutti
la mia storia è lunga ma ve la abbrevierò.
Dopo una relazione bellissima di 2 anni decidiamo di convivere, con tantissimi sforzi da entrambi coroniamo il nostro sogno. In pochi mesi di convivenza la nostra storia si sfascia, non c’è più sorriso, ognuno assopito dal proprio lavoro e dalla inesorabile routine che schiaccia entrambi. Non si fa più l’amore, si esce poco e si ride poco. Capisco che non fa per me, scopro lati di lui che mi avviliscono, divento triste.
Così decido di lasciarlo, ma è come se CI lasciamo. Ora ognuno sta per i fatti propri, ma mi manca tantissimo sto malissimo, la casa mi parla di lui non riesco ad andare avanti penso a come stavamo prima di convivere e m distruggo di dolore.
Che fare? è normale che stia così? è solo solitudine?

da: Elisa

14 Commenti

  1. ciao Elisa, normalissimo che tu ora stia male. E’ la routine, l’abitudine di averlo lì a vivere con te per due anni. E’ stata proprio questa routine a deteriorare il vostro rapporto. E’ subentrata la noia, l’abitudine, il quotidiano e tutto quello che viene fuori con la convivenza in genere.
    Ci sono passato anche io tanti anni fa con la mia prima storia seria, dopo 3 anni davo le cose per scontate, non capisco il suo malessere, non si faceva più l’amore, non si faceva più nulla di nuovo assieme, si litigava e non si rideva più. E così l’ho persa, mi ha tradito e poi è andata via con lui.
    Sta a voi far sì che questo non succeda. Anche se lo hai lasciato, se ti manca veramente ed il sentimento è ancora acceso, cercalo, vai da lui, parlatene assieme e RIPROVATECI. Dopo solo 2 anni forse riuscite ancora a recuperare qualcosa e far riaccendere la scintilla.
    in bocca al lupo

  2. Una cosa che mi sono sempre domandato è come la routine riesca a distruggere i rapporti. Credo si possano vivere gioiosamente ed in maniera sana tutte le dinamiche di coppia che si instaurano durante la convivenza. L’importante è lasciarsi parecchio spazio, non stare appiccicati 24/7 e concedersi uno svarione ogni tanto. Resto un fervente difensore dell’ognuno a casa propria ma penso pure che con un po’ di compromesso si possa vivere assieme .Ah, se ti manca tanto vale darvi un’altra chance tentando di aggiustare il tiro .

  3. Ma per forza… Questa e’ la routine del 2016!
    Quella fatta di benessere, consumismo e belle fighe ovunque.
    Proviamo a pensare alla routine nel dopoguerra, per esempio. Scommettiamo che a quei tempi la gente non smetteva di amare così di frequente?

    • Mah, io non credo che prima si amassero tutti così tanto, o che non smettessero di amare. Certamente era molto ma molto più radicato il valore della famiglia e molte cose non erano contemplate, per questo le persone non si separavano. Ma c’erano comunque i tradimenti e scappatelle varie dei mariti prevalentemente (ma non solo), ed era diverso anche il ruolo della donna. Mi è sempre interessato sapere come facevano un tempo a stare insieme tutta la vita ma secondo me era solo diversa la mentalità nel modo in cui dovevano essere gestiti i rapporti. Ho più di un esempio, della mia famiglia e anche non, di persone (ti parlo di 80enni e quasi 90enni) che sono stati sposati tutta la vita con la stessa persona e per me non sono l’esempio di persone che si sono amate per tutta la vita.

      Ovviamente c’è anche la parte di quelli che invece si sono amati. Ma boh..non credo più che prima avessero la formula segreta o chissà cosa, credo che rimanevano insieme a vita perché così doveva essere, poi c’era chi si amava davvero per tutta la vita, e chi a un certo punto non si amava più o tradiva o altro, però comunque non c’era separazione.
      Che nel 2016 siamo allo sfascio su tante cose sono d’accordo.

      • Tradimenti? Nel dopoguerra?
        Sicuramente ci saranno stati anche quelli, ma molti molti moooooltissimi meno rispetto ad oggi.
        Non prendiamoci in giro per favore.

        Fa sorridere comunque che la generazione nata con il cellulare in mano voglia giudicare la generazione del dopoguerra così, su basi ipotetiche, teoriche. Senza capire il mio discorso, che verteva sul fatto che questa generazione attuale, basandosi sull’individualismo consumistico, perda automaticamente quei valori che dovrebbero possedere le persone UMANE, quella empatia e quella solidarietà umana che saltano fuori nei momenti di difficoltà. Valori appunto ormai dimenticati oggi, perchè “conti solo tu, te stessa/o”, come viene sempre detto. Una volta non si diceva questo, si diceva “conta la tua famiglia”. Ora cosa sia più giusto, se la famiglia o l’individuo, non lo so. So però che la famiglia trasmetteva dei valori ai vari membri, al prossimo, mentre oggi l’individuo trasmette solo sms o tweet e aforismi presi a caso dal web.

        Prova a chiedere a gente di 80, 90 anni se all’epoca succedeva che un bel giorno la donna o l’uomo storiditi del caso si sono svegliati dicendo al partner “non provo più quello che provavo prima, ecc”. Prova a chiederglielo e senti cosa ti dicono. 😀
        Un altro mondo proprio. Bisogna imparare dal passato per non commettere errori nel futuro.
        Ma in una epoca in cui contano solo le chiacchiere dell web queste mie parole si perderanno tra le pagine virtuali…

        • Ma infatti condivido gran parte di quello che dici, anche se ti può sembrare strano, riguardo il mondo attuale e riguardo i valori di una volta. Per quanto riguarda l’amore che si prova verso l’altra persona invece non condivido del tutto, per le motivazioni che ho spiegato sopra. 😊

        • Ma infatti condivido gran parte di quello che dici, anche se ti può sembrare strano, riguardo il mondo attuale e riguardo i valori di una volta. Per quanto riguarda l’amore che si prova verso l’altra persona invece non condivido del tutto, per le motivazioni che ho spiegato sopra. Non giudico le persone per come si amavano nel dopoguerra, che comunque non hai vissuto nemmeno tu, semplicemente osservo molto le varie situazioni e le persone con cui vengo in contatto, ho ascoltato ciò che mi hanno raccontato in famiglia, nella famiglia del mio ex, e famiglie di amici.nel caso del mio ex me le ha raccontate la madre le storie familiari, nel caso degli amici mi vengono raccontate da loro che le avranno sentite dai genitori, quindi è un po’ più indiretta la cosa, nel caso della mia famiglia invece o queste storie familiari mi sono state raccontate dai miei, o le ho sentite dai diretti interessati. Ti assicuro che i tradimenti comunque ci sono eccome, nelle varie storie che ho sentito, da famiglia, ex e amici o conoscenti. Si vede che a me ha detto male.
          Poi indubbiamente oggi ci sono molti più mezzi per tradire, vedi tradimenti virtuali e cavoli vari.
          Personalmente sono arrivata a odiare i social, che ti succhiano la vita oltre che la privacy, e non ne ho più nemmeno uno.Per il resto le chiacchiere sul web ad oggi piacciono a tutti a quanto pare, non credo che ci possiamo fare molto.😊

          • Non mi aveva pubblicato il commento per intero a quanto pare.

            • Il dopoguerra era solo un esempio estremo, sostituibile con qualsiasi tipo di disgrazia che può capitare quotidianamente. Come un lutto, un problema familiare, una malattia, un problema serio che consumismo, cellulari, social, fighi lampadati e gente paracula, non possono risolvere.
              Era un esempio per spiegare che è fin troppo facile abbandonare una persona cara per inseguire chimere, quando i valori in questa società non esistono più. E’ facile ma non significa che sia sempre un comportamento realmente giustificabile. Il più delle volte oggi non lo è, si tratta solo di codardia, immaturità diffuse.
              Insomma mentre in tempi meno viziati si trattava di tirare fuori le palle e trovare un rimedio ad un problema, oggi la gente preferisce fuggire con la giustificazione che “era peggio restare con una persona che non si amava più”.
              Senza però porsi il problema che forse chi dice queste cose non sa proprio cosa significhi AMARE qualcuno, perchè se chi viene abbandonato è ancora innamorato nonostante problemi e difetti del partner, come è possibile che chi lascia invece ritiene la situazione irreversibile?
              Allora chi ama ancora è un pirla? o un supereroe?

              Qualcosa non mi torna. E quel qualcosa è semplicemente traducibile con immaturità ed egoismo.

            • Ok, il tuo punto di vista lo ho capito bene credimi. Ma allora se chi viene lasciato è ancora innamorato, nonostante i problemi e i difetti del partner, come fa a smettere di amarlo in seguito? E ad innamorarsi di qualcun altro in futuro? Teoricamente dovrebbe rimanere innamorato a vita, dato che è capace di AMARE, di avere stabilità e coerenza nel proprio sentimento. Come fa a smettere di provare questo sentimento e in seguito stare con un’altra o altre persone (per le quali si suppone che provi amore)?
              Come la pensi?

  4. Elisa è normale che quando si va a convivere si scoprono lati dell’altro che prima non si conoscevano. Io penso che voi dobbiate parlare e chiarirvi e capire dove sta il problema, in caso contrario, se ciò non dovesse funzionare, volta pagina e guardati intorno, ci sono tanti ragazzi.

  5. Con la vita insieme si scopre il lato orrorifico dell’altro, c’è chi si sopporta amorevolmente e chi no.
    Quello che vi è successo è normale e sta a voi decidere se darvi un’a!tra possibilità.
    Buona fortuna

  6. Io credo cara Elisa che forse non eravate fatti per stare insieme. Lo dico perché io quando sono stata sposata (ok non lo sono più, ma per 20 anni è andata più che bene) sono sempre stata benissimo con mio marito. Lo stress c’era, all’inizio avevamo anche un lavoro che ci faceva anche incontrare solo alle 8 di sera, poi per fortuna è cambiato, ma poi abbiamo avuto prima un figlio e dieci anni dopo un altro. Ciò nonostante siamo stati benissimo, ognuno sopportava l’altro, e ognuno aveva i suoi spazi e i propri hobby (che venivano incoraggiati l’un l’altro). Ora è vero che parecchi anni fa si era più tolleranti verso gli altri, quindi si sopportavamo di più i difetti mentre oggi siamo talmente egoisti da non sopportare niente, ma credo che se già all’inizio della vostra convivenza dopo 2 anni eravate ridotti ai minimi termini, non oso pensare come avreste potuto arrivare almeno ai 10. Quindi ti dirò che per mia esperienza personale, posso dirti che forse non eravate adatti l’uno all’altro. Quel che senti ora è chiaramente la nostalgia del rapporto, l’avere qualcuno dentro casa che ti aspetta al ritorno o aspettare qualcuno che torni, la solitudine e il vuoto che ovviamente questo amore ha lasciato dentro te.
    La mia opinione personale è che vivere insieme oggi sia terribilmente difficile, soprattutto ora che siamo tutti viziati, che vogliamo tutto e subito senza soffrire, che non ci importa di ferire l’altro se comunque stiamo bene noi. Quindi se una volta bastava solo un grande amore oggi occorre sicuramente quello (che è difficile da trovare perché orai si scambia per amore il non voler rimanere da soli), ma anche l’idea di un progetto insieme, un carattere abbastanza tollerante l’uno verso l’altro, la predisposizione al dialogo e a rimettersi in discussione, avere il concetto di famiglia inculcato dentro di sé. Alla base di quanto detto quindi quel che voglio dire è che in questo mondo moderno è molto più difficile fare coppia e convivere felici di quanto lo fosse una volta, dove anche i ruoli di uomo e di donna erano stabiliti da leggi sociali molto differenti da quelle odierne (l’uomo andava a lavorare e portava i soldi a casa e la moglie si occupava della casa e di accudire marito e figli).
    Insomma per riassumere cara Elisa, io ti consiglierei di guardare davvero dentro di te e analizzare con onestà quali sono le cose che vi hanno portato a lasciarvi perché, almeno per il mio modo di pensare, forse non eravate adatti a stare insieme. Ti faccio i miei migliori auguri di tornare presto serena e in armonia con te stessa.

  7. @Norah: penso che chi viene lasciato ancora innamorato subisce una delusione tale a livello umano che le opzioni possono essere due:
    – provare sempre un briciolo di sentimento per il proprio ex partner, ma rassegnandosi alla sua “pazzia”
    – essere talmente schifato dal comportamento dell’ex partner da smettere pian piano di provare qualsiasi sentimento

    Ma quello che stai portando come giustificazione è una arrampicata sugli specchi, perché stai pur tranquilla che in una coppia, al momento della decisione di finire la storia, chi dei due non la finirebbe non ha dubbi sui propri sentimenti. A differenza di chi ha invece vuole finire…

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