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Rovinato per Amore

Salve a tutti, come da titolo scrivo per avere vostre impressioni e dunque opinioni dato che al momento in cui scrivo mi sento letteralmente rovinato per amore.
Di seguito la mia storia. Io ragazzo di 33 anni, lei di 35. Stiamo insieme per 7 anni e già dal 6° iniziamo a prenderci per tutta una serie di incomprensioni che ci portano sempre a litigare (del tipo, che io ero strafottente e menefreghista, lei invece dal momento in cui la era la era a causa mia, dunque sempre colpa mia), per deterrenza e sfinimento, una pausa di riflessione. Nessuna relazione da entrambe le parti ma io ritrovo me stesso, lei avverte la sensazione di perdermi e, facendo di tutto per riconquistarmi, ritorniamo insieme. Dopo mesi però lei non cambia, anzi, in peggio.

Flirta con quello che sarebbe stato da lasciati il suo diversivo (anche se non ci finisce a letto, dato provato), io me ne accorgo e ci lasciamo in brutta maniera. Due mesi dopo ci ritroviamo e ricominciamo di nuovo. Stalvolta doveva essere la volta buona. Progetti di matrimonio, casa, ecc. Durante un viaggio però succede quello che detto già anticipatamente da lei sarebbe stato ciò che in quel momento non avrebbe desiderato. Ci rendiamo conto che aspettiamo un bambino. Lei, di famiglia con idee chiuse, teme tantissimo la reazione dei familiari. Io la rincuoro informandola che avremmo superato ogni ostacolo insieme intanto informo casa mia. Finisce che, per suo volere, informiamo le relative famiglie separatamente. La sua lieta, la mia meno anche se poi se ne capacita ed iniziano a ben prendere la cosa.

Da lì la mia promessa ai suoi di assumermi le responsabilità e di andare a vivere insieme. Ecco che lei inizia a tergiversare. Non mostra alcun entusiasmo per l’andare a convivere e dunque goderci insieme questa gravidanza. Lei che come da prima della gran notizia spesso è assente (non chiama, non scrive se non dopo che lo faccio io). Le faccio presente questa situazione di disagio e di mio malessere per il suo esser apatica nei miei riguardi e lei invece si adira asserendo che le sto troppo addosso. Perfino una carezza sul grembo la infastidisce. Non mi cerca mai o quasi. Per un lauto periodo informa di essere in questo stato per via delle nausee e dolori da gravidanza, poi mi rendo conto che in famiglia dai suoi ride e scherza con tutti mentre con me mai. Quasi la infastidisce avere contatto fisico, al telefono, ecc. Al mio riesporre con pressing alla convivenza i miei disagi stavolta, data l’ennesima, mi manda a quel paese dicendo di aver preso una decisione, starsene a casa coi suoi (che adesso l’appoggiano, contrariamente a quanto temeva).

I suoi si schierano contro me e si fa la farsa del buon riso al cattivo gioco quando ci si vede… fino al punto da non vederla più perché, detto da lei, la mia presenza la fa star male e non vuole farne avere ripercussioni al bambino. Le espongo che così dunque sta precludendomi oltre che ad esserle compagno la possibilità di godermi la gravidanza, ma lei nulla. Non vuol saperne e si inasprisce così sempre più il rapporto. Esce tuttavia da casa con la vera al dito ed informa chi che sia che è in dolce attesa, ne è felice e che con me va tutto bene. Giungiamo ad un’uscita dopo mesi… lei mi prospetta un futuro senza di lei, a lavorare come un pazzo per non far mancar nulla alla creatura con la variante anomala di poterla vedere organizzandomi, non come nelle relazioni normali, vedendola tornando a casa dopo una dura giornata (lavoro 10 ore al giorno!) al che mi altero e finisce peggio la serata, da lì in poi ci si vede solo per gli esami insieme alla madre che ormai sembra prendere le veci di quel disgraziato padre che sono io! Nessuno in famiglia la esorta a capire che c’è di mezzo un bambino e che dovrebbe cercare di capire che la situazione la sta gestendo con le felle,  anzi, l’appoggiano esortandola a rimanere dentro casa ed allontanarmi perchè a qualcuno di loro (la madre!) non piaccio affatto… lei tuttavia ha pur sempre un cervello, potrebbe decidere per conto suo e non farsi trascinare da tutta questa protezione familiare.

Ora mi si prospetta una vita di sto’ passo all’insegna dello sforzo da uomo bancomat (pago visite costosissime e farmaci), manco potendo godere della crescita in grembo fino alla messa alla luce di questa creatura, sangue del mio sangue! Inoltre, che mi aspetterà una volta nato/a? Lavorare fino a sera per poi andarlo/a a trovare a casa dai nonni e zie mentre dorme neppure così accorgendosi che sono andato a trovarlo/a? Sono un ragazzo (lei lo sa) che ha patito tantissimo fin dall’infanzia per l’assenza del padre. Adesso da padre in figlio la stessa storia. Sarò forse messo anche contro mio figlio dalla sua famiglia? Dovrà crescere senza un padre e con dei nonni e zie emulatori? Dovrò solo esser forse buono per gli esborsi senza poi neppure godermi una famiglia, un figlio/a? Come prima gravidanza direi che per la mia esistenza la sto vivendo (già siamo al terzo mese superato) una merda! Mi sento come rovinato per aver dato così tanto amore alla donna sbagliata e, di esser riuscito fino a cotanto a rovinarmi una vita, nonché alla nostra creatura per causa sua! Ma forse la colpa é anche mia che dovevo pensarci mille volte prima di giungere a quel gesto, che per me era di puro amore, nel concepire quel pezzo di cuore che ho dato facendo grazie al buon Dio nascere una nuova vita. Vi chiedo pertanto a questo punto, se avete domande, di scrivermi anche vostre impressioni e suggerimenti. Sono in uno stato confusionale tale da meditare di appendermi al cappio. Vi prego, scrivetemi e ditemi in che modo posso sistemare questo grosso errore, anche se per me in realtà risulta essere la cosa più bella che abbia mai potuto fare nella mia vita.

da: Giulio

14 Commenti

  1. Prima di pensare al “cappio” io farei i bagagli e manderei affanculo la signorina, la sua famiglia e l’Italia intera . Farei perdere le mie tracce e ricomincerei da qualche parte. A parte questa improponibile(?) soluzione non ho consigli ma mi permetto di dire che la legislazione che stra-tutela le madri mi da sui nervi . Ecco , forse proverei a ricorrere a vie legali , non mi sembra affatto giusto che -qualsiasi sia la situazione- tu debba diventare una sorta di bancomat umano.
    In bocca al lupo

    • Ciao Rado e grazie per avere risposto.
      Mio padre fece a suo tempo qualcosa del genere e ti posso garantire che la sofferenza da figlio è stata immane. E mi domandavo come potesse un padre riuscire a stare anni senza quantomeno voler appurare nulla del proprio figlio.
      Adesso da futuro padre penso come possa fare a vivere senza il mio cuore.
      Lei ed i suoi conoscono questa mia debolezza e non sono in grado di snaturarmi, non riesco già da adesso che e nel grembo materno a vivere bene sapendo che non posso stargli/le vicino figuriamoci non appena verrà messo/a alla luce.
      Ho proprio paura di essere diventato una sorta di zimbello non rispettato da nessuno di loro, dalla madre su tutti e penso che crescendo con loro finisca con il farmi sminuire anche dinnanzi agli occhi della mia creatura.
      Al momento ti scrivo mezzo disintegrato con febbre addosso per star fuori senza cautelarmi pensando al futuro di questo bimbo lavorando 10 ore al giorno ma saranno a breve assai di più.
      Sento che sto per cedere e solo per amor suo e dei miei non faccio l’insano gesto ma sono troppo demoralizzato. una vita da figlio a soffrire per l’assenza del padre, adesso il resto da padre patendo l’assenza del figlio.
      mi sento rovinato… fallito….

  2. La tua è una storia molto dolorosa e complicata, anch’io prima di darmi per vinto ricorrere a vie legali perché comunque è anche tuo figlio e hai tutti i diritti del mondo di vederlo crescere e dargli il tuo amore.

  3. Io appurerei prima che il figlio fosse mio. Una donna che aspetta non si comporta così, anche se la gravidanza e’ indesiderata. Esiste l’aborto, ma questa e’ altra storia che entra nella soggettività della gestante. Ripeto… inizia col dirle che indagherai per avere la certezza che e’ tuo figlio (a volte basta una semplice analisi del sangue, dove il tuo gruppo non e’ biologicamente affine a quello di tuo figlio); se sei meno fortunato, fai un dna test serio da circa 400euro e passa la paura

    • Marco il figlio é al 100% mio. Inoltre lo voglio e vorrei godermi sia la gravidanza che tutto il post ma lei e tutta la sua famiglia me lo impedisce… sono disperato…

  4. Ciao Giulio, mi dispiace ma dovresti interrompere la relazione e mandarla a fanculo.
    Anziché fare l’uomo bancomat trovati un buon legale e passa alle vie legali per assicurarti di poter vedere il bambino.

    Hai dato un figlio ad una donna che non ti ama, quindi le cose non potranno che peggiorare.
    Non siete sposati quindi a lei non devi niente e già questa è un’ottima cosa.
    Mi dispiace che non vivendo con lei ti perderai una marea di momenti importanti per un genitore però Sono cose che succedono quando due che non si amano (incomprensibilmente) fanno un figlio.

    Inizia a far valere i tuoi diritti di padre.

    • Ciao Marco,
      Io sto soffrendo tantissimo, non faccio che osservare la foto dell’ultima ecografia per poter ricordare il momento in cui la mia creaturina era vicina al suo papà e viceversa. Mi sto perdendo già mesi di gravidanza e temo finiró col perdermi totalmente tutta la stessa.
      Lei sembra non aver istinto materno, non sembra aver cuore né lei né tutta la sua famiglia, non riserva alla nostra creaturina niente nei confronti del padre, io ci sto patendo le pene del inferno.
      Lo giuro che la sofferenza che sto provando non ha eguali, forse si potrebbe solo comparare ad uno quarcio al cuore e se penso al dopo che nascerà la cosa non fa che scoraggiarmi.
      Secondo te, secondo voi, dovrò rassegnarmi a trascorrere i restanti dei 9 mesi senza il/la mio/a bimbo/a?

  5. Ciao Giulio.
    Io credo che una chiusura così netta, della tua donna, deve pur avere una causa che non sto capendo o forse non hai specificato, o non la sai. Ma deve esserci. È strano che una donna incinta non voglia condividere la gioia col proprio uomo. Io proverei a parlarle per capire bene quale sia la causa del suo comportamento.
    Per il resto, non c’è da disperarsi perché credo che avrai modo di essere il padre che vorresti e se dovessero impedirtelo realmente ricorrerai a chi di dovere.

  6. Ciao per prima cosa ti capisco e mi dispiace tantissimo per te. Sinceramente l’unica cosa che puoi fare è lasciar perdere lei e dirottare L amore verso tuo figlio, di donne ne troverai di meglio ma lui resterà per sempre una parte di te e quando crescerà saprà capire com è andata.
    Lei non ti ama ed è evidente questo succede ma quel bambino ti amerà sempre stagli vicino senza rinunciare a vivere.

  7. Caro Giulio,
    ho letto la tua storia e non posso non consigliarti di prepararti al peggio. Visto l’andazzo lei e la sua famiglia faranno di tutto per tenerti lontano da tuo figlio. Questo non è accettabile, hai pari diritti e pari doveri verso tuo figlio; sii uomo e trova la grinta per reagire. Questo sarà il primo insegnamento che darai a tuo/a figlio/a, i problemi si affrontano con coraggio qualunque sia il prezzo da pagare. L’unica cosa che devi fare adesso che le acque sono ancora non agitate e tuo figlio non è ancora nato è giocare d’anticipo, mostrare i muscoli e sperare che abbassino la cresta e ti lascino esercitare il tuo sacrosanto ruolo di padre. Metti in chiaro le cose, prendi il padre e la madre della tua compagna da parte e parlagli da uomo e chiedi loro che vita desiderano per la loro figlia ed il loro nipote; una vita serena ed in armonia o una vita fatta di battaglie legali, risentimenti, bugie, falsità e tristezza. Fagli capire che sotto hai due controcoglioni di titanio e che non hai paura di inimicarti nessuno per il bene di tuo figlio. Poi parla alla tua compagna e dille che hai accettato sin troppo a lungo questa situazione e che le cose devono cambiare, sei il padre e deve smetterla di negarti di vivere la gravidanza. Falle capire che tu hai voce in capitolo anche sulla minima questione riguardante la vita di vostro figlio. Agisci adesso e non dargli quartiere, ogni giorno dovrai pressarli, tormentarli, sfinirli. Ad ogni visita dovrete essere tu e la tua compagna, nessun altro. Se le cose non cambiano allora gioca sporco, anche se non sei abituato a fare ciò. Fai capire in giro che razza di persone sono, ovunque tu possa e specialmente con le persone a loro amiche. Fai capire alla gente quanto siano delle latrine e che stanno già preliminarmente mettendo il figlio in una situazione di alienazione genitoriale. Fai sentire la tua voce perché stai certo che loro già ti avranno sputtanato in lungo ed in largo. Schiena dritta e mostrati sempre fiero, sei nella ragione. Questa è la mia opinione. Buona fortuna!

    • Ciao alas e grazie per la tua risposta! Non so, ma dalle tue parole ho avuto la sensazione che tu, in prima persona o per esperienza diretta da parte di qualcuno a te vicino, abbia già vissuto questa situazione. Lo scrivo perchè nella comprensibiilissima aggressività delle tue parole utilizzate a mia difesa ho percepito, magari sbaglierò, una rabbia molto forte, quasi di chi abbia dovuto rispolverare dolorosi ricordi. Mi auspico né a te né a persone a te vicine (ma a prescindere a nessuno lo augurerei) sia successo niente di simile a quanto ho scritto stia succedendomi. Che scrivere, le tue parole le ho sentite tanto… come stimolo a far valere i miei diritti di padre e come parole che hanno il profumo di giustizia!
      Ti ringrazio anche per il complimento per gli attribbuti in titanio, ha fatto accrescere la mia autostima! 😉 Di certo concordo con te sul fatto che già abbiano messomi in cattiva luce con le persone a loro vicine utilizzandole come scudo contro di me. Io avevo già premeditato (anche se non ho ancora ottenuto i miei riscontri circa la loro subdola mossa) di far la mia di mossa e pertanto già alcune amicizie in comune sanno. Più la situazione continuerà per loro volere e più io li farò conoscere per quello che sono. Le loro menti malvage e calcolatrici cercheranno di battermi sul tempo facendo credere a chiunque che avrò solo io demeriti e chissà pure per quale cacchio di motivo che si inventeranno… Io spiattellerò di mio invece la nuda e cruda, inconfutabile, verità. Accolgo la tua idea, quella di andare a fare quattro chiacchere con i suoi genitori. Ti confido che lo avevo pensato in questi giorni, rimango ancora però un pò tentennante poiché temo reazioni del tipo “-stai facendo disperare mia figlia e a causa tua potrebbe perdere il bambino!
      Ci sei venuto a trovare per creare discordia nella nostra famiglia perfino a Natale!-“ma più ci penso e più ritengo non sia il caso di crearmi per gente come loro questi scrupoli… loro ci pensano a come possa starci io?! Pensa che ho mandato gli auguri per messaggio ai suoi (visto che si facevano negare al telefono dato che col ca**o che ci sarei andato a casa!) per l’Immacolata e neppure si sono degnati di rispondermi! Questa é proprio maleducazione! Che mio/a figlio/a deve crescere con questi quì?! La mia creaturina dovrò avere una sana istruzione basata sulla cosa più importante di tutte: saper essere umile da poter comprendere che saprà errare e migliorarsi dai suoi sbagli… Non deve diventare come loro orgogliosa e cocciutamente ignorante e superbo/a! Quanto alle visite, direi che è una battaglia persa, figurati che lei mi ha detto che se non esco i soldi addirittura non mi vuole far assistere e ci va coi suoi! T’immagini che razza di persona?!
      Ultimamente tento di smorzare i toni con lei e cerco di non arrivare nuovamente alla lite… sto preparando le mie mosse studiandole senza farmi prendere da istinti, impulsi che potrebbero farmi peggiorare il mio modo di agire. Devo tutto alla mia creaturina. Devo combattere per lui/lei! Vorrei che continuassi a scrivermi perché dalle tue parole ho tratto beneficio, stimoli, autostima e coraggio! Grazie alas!

  8. Bè in ogni caso io da un legale ci andrei subito proprio per sapere i tuoi diritti oltre che i doveri, che quelli mi pare che intendano cacciarteli a vagonate (parlo di soldi). Insomma meglio andare preparato con questa tipa, perché la vedo parecchio dura, visto che purtroppo essendo la madre, è logico che lo allevi lei e suoi genitori. Credo che dal momento che riconoscerai il bambino/a tu abbia diritti che ti spettano come genitore ai quali non possono sottrarsi, anche se la legge dice una cosa ma poi nella pratica si può arrivare a tutto. Così come ci sono padri che fanno di tutto per non passare gli alimenti per i propri figli, ci sono anche madri che usano il i propri bambini come arma di ricatto nei confronti dell’ex. Insomma preparati ad armarti con le unghie i denti per questo figlio. E comunque non si sa mai, nel corso della mia vita ho visto un caso o due di madri che hanno rinunciato a crescere il proprio figlio lasciandolo al padre e alla sua famiglia. Certo è che lei ha una famiglia alle spalle, che potrebbe crescerle il bambino/a e quindi sollevarla, e di molto, dai suoi doveri di madre.

  9. Ragazzi/e sono sempre io, Giulio. Vi aggiorno… Mi sono stufato… ho tentato in questi 4 mesi in ogni modo di capire e di risolvere la situazione insieme a lei ma, dato che continua ad utilizzare solo scuse e dunque non si espone sinceramente ed apertamente (anche se temo di sapere di cosa si tratti, semplicemente non mi ama e non vede pertanto futuro insieme fregandosene ad ogni modo di come possa viverla indipendentemente dai suoi sentimenti d’amore finito verso di me), ho deciso di iniziare a capacitarmi di non poter godere nulla di questa gravidanza (al contrario da loro sembra sia tutto bellissimo e meraviglioso, tanto la figlia / sorella / nipote / cognata vive servita e riverita in attesa di questo “Ciccio bello” che sta per arrivare, no?!)…

    Ho tentato di parlare con i suoi genitori ma si sono fatti negare al telefono ripetutamente (non rispondendo mai né richiamandomi mai)… Sorelle e cognato da me alla fine ridimensionati dopo che hanno apertamente ed in ogni modo sminuitomi con quella linguaccia lunga ed avvelenata che hanno… in ogni caso hanno iniziato fino a farmi scoppiare a scrivermi frasi pungenti e sempre più pesanti senza mai neppure anzitutto interpellarmi per sentire la mia campana (a loro avviso danno per buono ed indiscutibile qualsiasi cosa abbia potuto lei, la madre di mio/a figlio/a raccontare sul mio conto)… sembra tuttavia non gli importi più di tanto avere rapporti con me (come era ovvio pensare)… hanno mantenuto rapporti fin quando hanno potuto (perché io gliel’ho consentito) offendermi “velatamente” punzecchiandomi fino a farmi scoppiare una volta giunti alle offese dirette! Ho tollerato per amor di sovrassedere in nome della mia creaturina sperando fino all’ultimo momento si sistemassero le cose… non volevo giungere a mandarli a cagare per non alimentare attriti… speravo lei si ravvedesse ma consapevolmente non impediva loro di continuare ad offendermi facendo ricadere su di me accuse che invece dovrebbero essere assolutissimamente essere rivolte a lei…

    Quanto a lei, donna che ho sempre amato alla follia… tempo di aver compreso che l’avevo ideata come era nei primi anni… forse non la è mai stata e mi ha solo fatto credere di essere come in realtà non è mai stata… non potendo mai parlarle di presenza o per telefono (a fino all’ultimo per tutto questo tempo rifiutato di falrlo) non ho potuto far altro che scriverle che mi sono stancato di lei… mi sono stancato di farmi comandare… mi sono stancato di sentirmi eternamente in esame con lei… sempre criticato e mai apprezzato… mi sono stancato di questo suo egoismo, di questo suo non voler mai riconoscere errori, di questo suo prendermi perennemente in giro imputandomi colpe sue e non mie… e più d’ogni altra cosa, mi sono stancato di farle decidere il mio di futuro e, in una circostanza come questa, con una vita nuova derivante da entrambi, di questo suo gelido cuore…

    Mi concentro tanto sul lavoro per non pensarci ma vi confido che mi manca ancora tanto la lei che era un tempo… la donna della mia vita dicevo e a tutti… e mi manca tantissimo mio/a figlio/a così come in egual misura mi perfora il cuore doverlo/a sapere lontano da me già da adesso e a quale destino lei ha deciso arbitrariamente e con l’appoggio di tutta la sua famiglia di scriverle…

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