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Paura della solitudine

Ciao a tutti, anche se la maggior parte delle vicende di questo sito riguarda persone più giovani di me ho deciso di raccontarvi la mia storia per avere un punto di vista diverso ed anche un consiglio. Ho paura della solitudine e mi accontento di due storie a metà. Ho 36 anni, un marito con il quale vivo per abitudine (la cosa è reciproca e lui anche per comodità). Il matrimonio è finito quando mi ha dimostrato che conta più sua madre di me. Dopo mesi di litigi abbiamo trovato un equilibrio fatto di semplice coabitazione. Poi c’è lui, il collega del quarto piano, 45 anni, bello, fedifrago in passato ed ora pentito che mi corteggia, mi scrive mail erotiche, mi conforta come un amico, mi cerca in continuazione per un caffè ma preso dai sensi di colpa verso la moglie non vuole vivere la nostra passione sino in fondo.

In mezzo a loro due ci sono io, non riesco a lasciarli, ho paura della solitudine ed ho un disperato bisogno di un amore vero, concreto. Con il secondo sto benissimo, ci capiamo alla perfezione ma ho tanto bisogno di due braccia vere che mi circondino, ho bisogno d’amore a tutto tondo. Alle volte penso che non lo troverò in nessuno dei due ma non riesco a lasciarli. Che faccio?

da: Luciana

10 Commenti

  1. Guardati dentro, Luciana. Ciò che hai adesso soddisfa il bisogno di amore di cui senti il bisogno? Sembra di no, anzi mi sembra di capire che da una parte hai una certezza che però non ti sfama delle emozioni di cui necessiti, ossia tuo marito, e dall’altra una realtà che certezza non è ma che ti riempie delle giuste emozioni. Entrambe le cose non fanno per te, che cerchi una certezza, capace però di darti anche l’amore, le emozioni, che se vogliamo nella tua vicenda albergano nella parte sbagliata.
    Cosa ti divide dall’andare a prendere questo mix perfetto? La paura della solitudine, che però vivi al tempo stesso che ti accontenti di una realtà che non è quella che vorresti.
    Insomma, a mio avviso vivi un amore scarico e una stampella, incapace però di reggerlo. Credo che la medicina si trovi al di fuori di entrambe le cose nel tuo caso.
    Un caro saluto

    • Grazie Marco delle tue parole, hai centrato in pieno il mio problema, devo trovare la forza di dire basta ad entrambi. Spero e penso di meritarmi un briciolo di felicità. alle volte sono convinta di farcela ma poi mi basta una giornata tranquilla in casa senza liti coniugali e mi sembra di riuscire a sopportare tutto accontentandomi della mia stampella rotta, del salvagente mezzo sgonfio….

  2. cara Luciana, ho la tua stessa età e anche io sono in mezzo ad un matrimonio a metà. Sposati da pochissimi anni, insieme ormai da 12. Il nostro rapporto non va, o meglio è fatto di molti alti e bassi. Sono stato vicinissimo alla separazione perché ero ormai stanco di vedere lei chattarmi sotto al nasi con altri uomini mentre io tutto quello che faccio è lavorare moltissime ore al giorno per coprire lei che purtroppo non lavora. Detto questo comunque sto cercando in tutti in modi di provare di recuperare il nostro rapporto, ce la sto mettendo tutta, la corteggio, la coccolo le sto vicino come se fossimo al primo appuntamento. Molte volte mi sento solo, sì perché la vedo sfuggente e sembra quasi che il mio amore le sia completamente indifferente ma altre volte sono felice perché riesce a darmi quel minimo di affetto di cui ho bisogno. Per questo ti dico, o meglio, ti consiglio, di lasciare perdere il collega sposato che secondo me non potrà mai darti ciò che cerchi, e di concentrarti su tuo marito e provare a riconquistarlo e far sì che torni ad essere l’uomo di cui ti sei innamorata in passato. Se poi nulla conta, non fare come me, ma fatti coraggio lascialo e torna a vivere la tua vita. Ci sono tanti, tantissimi uomini in giro liberi che sarebbero credo felicissimi di conoscerti.
    un caro abbraccio ed in bocca al lupo per tutto

  3. Ciao Luciana, non starò qui a dirti quello che sbagli o elencarti colpe, ho quasi la tua età e capisco come puoi sentirti , se vuoi stare bene credo che prima di tutto dovresti imparare a stare bene con te stessa ad apprezzarti di piu. Il collega se era veramente interessato gia’ stava con te ed aveva lasciato la moglie secondo me. La cosa che non capisco è come fai a dire che tuo marito tiene più alla madre che a te ? Un figlio forse non deve amare la propria madre ? Da cosa deriva tutta questa gelosia ? Nella tua mente ti senti messa da parte ma credo che respingi tuo marito ogni volta vero? Sei fredda con lui ? Come può una persona amare se viene trattata freddamente ? Posso dirti , per mia esperienza(e sono un campione in questo), più sei fredda e distaccata e piano piano riceverai meno amore…. non puoi pretenderlo è una cosa che viene dal cuore, che ti viene donato deve partire spontaneamente dalla persona , è come una pianta se non te ne prendi cura non potrai mai coglierne i frutti. Io ti auguro un mondo di bene e tutto l’amore che desideri so cosa significa essere soli ti capisco benissimo accetta il mio consiglio ti risparmierai molta sofferenza. Buona fortuna e un abbraccio sincero.

    • a Davide rispondo come ho fatto con marco, spero di riuscire a trovare fiducia in me stessa quel tanto che basta per lasciarmi tutto alle spalle. Per Massimo, credimi, non è gelosia nei confronti della suocera ma un dato di fatto che mio marito la accompagna in tutto, la serve e la riverisce in ogni occasione sebbene lei abbia un marito ancora giovane ed in gamba ed un altro figlio che coccola e vizia come un neonato (di 30 anni…..) ed a mio marito solo il ruolo di schiavetto. Quando glie l’ho fatto notare sono intervenuti i problemi con lui. Ovvio che, messa in secondo piano, dietro alle esigenze della signora, io ci abbia patito e mi sia staccata da lui. Ad esempio che bisogno c’è di invitare anche i suoi ogni volta che decidiamo di andare al ristorante? oppure accompagnarla ovunque come fosse un taxi e magari avrei bisogno io di averlo vicino…..
      Alle volte, in mezzo a loro mi sento un’estranea, sola ed al di fuori della famiglia, per non parlare della fidanzata di mio cognato che in casa è vista come una dea……
      Ho provato ad amarlo ancora e se avessi avuto per rivale un’amante avrei cercato di riconquistarlo ma con una suocera come si fa? Il collega è il mio salvagente e so che non può offrirmi nulla in più di quello che mi da…..

  4. Cara Luciana… dici che il tuo collega è un salvagente, ma attenzione che non sia magari il pilastro di qualcuna a cui potreste dare un enorme dolore. Per salvare la propria pelle è meglio non distruggere quella degli altri…
    Tuo marito… beh… che dire… capisco che a volte certe cose possano creare astio in una coppia, ma se c’è amore vero parlatene e fatevi aiutare… Non è detto che non si possano risanare le ferite e magari ricominciare a vivere l’amore dove lo avevate lasciato. Quando ci sono terze persone di mezzo, come in questo caso tua suocera, penso che una terapia di coppia sarebbe l’ideale… in quanto avreste modo di confrontarvi con un punto di vista esterno, in grado di mettervi davanti a questioni in maniera lucida e razionale.
    Se anche questo non funziona, chiudi con entrambi e ricomincia a vivere… sei giovane ancora! In bocca al lupo!

  5. Luciana, mi viene da dirti che di due uomini che hai intorno non ne fai uno come si deve.
    Ora io sono del parere che tu non so perché ti senta vecchia dentro. Cavolo pensi che questo sito sia frequentato solo da ventenni? Non è così. Ho visto che ci sono anche persone di molti anni più di te. Ho detto questo perché mi sembra che tu, per la tua età, ti sia già rassegnata a vivere una vita da persona che non vive. E scusa il gioco di parole. Cara Luciana ti rendi conto che hai solo 36 anni? E non pensi che hai tutto il tempo di rifarti una vita accanto a un uomo che ti possa dare tutto quell’amore che vorresti (e che potresti ricambiare)?
    Ora non so se hai figli, ma anche se li hai, il fatto è che tu non ami più tuo marito, e che lui non ti rispetti e non ti ami come dovrebbe essere in una coppia normale. Hai già scritto qua? Sembra una storia già letta, ma comunque io ne so qualcosa di uomini attaccati alla madre. Mio marito non ha mai considerato la sua famiglia quella formata da me e dai suoi figli, ma quella di origine. Quando è morta sua madre, qualcosa in lui è scattato o è morto con lei, e lui è impazzito. Non sono quindi la persona più adatta a dirti di ricominciare con tuo marito, ma piuttosto quella che può solo che esortarti a lasciarlo per coerenza e perché non lo ami più.
    Del tuo collega sinceramente penso solo che sia uno che si diverte solo a giocare un po’. Non sembra uno innamorato, né uno deciso. Un uomo debole anche lui, come tuo marito. Persone che non hanno il coraggio di prendere decisioni, uno succube di sua madre e l’altro forse di sua moglie, o comunque uno che non gli importa di mettersi di nuovo in discussione con te.
    Ora cara Luciana, come puoi pensare di continuare la tua vita così con questi due? Perché hai paura della solitudine? Ma hai solo 36 anni! Sei ancora molto giovane, pensi davvero che la vita non ti riservi che da scegliere o vivere con questi due uomini? Stai pur tranquilla che al mondo c’è di meglio per fortuna e non tutto il sesso maschile è così!
    Quindi il mio consiglio è di vivere. Anzi di Vivere. Luciana la vita è una sola ed è un dono immenso. Non sprecarlo dietro a due uomini che non ti meritano. Abbi il coraggio di mandarli tutti a quel paese e di ricominciare da te, per te stessa. Vedrai che quando finalmente starai bene con te stessa, un uomo come si deve la vita te lo farà incontrare.

  6. faccio il baro e ti domando : cosa ti spaventa della “solitudine” ?

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