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La decisione più difficile della mia vita

Mi trovo ad un punto significativo della mia vita e mi aspetta la decisione più difficile.
Ormai il rapporto con la mia compagna è finito, tempo fa mi è stata recapitata la citazione del tribunale dei minori nella quale lei ha chiesto l’affidamento dei figli, un monte di alimenti e naturalmente la casa che per me è stata fortemente voluta e realizzata.
In questi giorni (ancora abitiamo assieme ma è ormai un anno che lei ha pianificato tutto e che non c’è più alcun tipo di sorriso tra noi) devo decidere cosa fare; ho chiesto di avere un incontro con lei ed i suoi legali per trovare un accordo che già so non vuole, o almeno vuole ma alle sue condizioni…
Ho tutta l’intenzione di non far soffrire i miei due piccoli tesori che già adesso non se la passano bene; se accetto di perdere tutto ho la possibilità di non farli soffrire troppo, di vederli al 50% e non coinvolgerli in tribunali ecc. che sicuramente li ferirebbero profondamente;
Dall’altra parte c’è la mia dignità di genitore ed ottimo padre, anche se sono spezzato dentro per non essere riuscito a mantenere la ns. unione (io amo ancora moltissimo la mia compagna e nonostante tutti i problemi che ci sono stati ho sempre cercato e tutt’ora cerco di dimostrarle che insieme si può superare tutto) non voglio perdere i miei bambini, non voglio arrendermi a perdere casa e la mia vita fino ad oggi senza combattere, senza far presente che io ho gli stessi diritti suoi, che mi sono fatto un mazzo tanto per farle avere tutto, per accudire i bambini giornalmente, nel spendere ogni euro disponibile per farle avere la casa dei sogni.

Ma poi guardo negli occhi i bambini e muoio dentro al pensiero che possano patire un solo secondo nella guerra che si scatenerebbe tra tribunali ricorsi ecc.

E allora penso e ripenso, (ma il tempo passa e l’incontro si avvicina) che forse preferisco perdere tutto, soffrire in silenzio, ma con il cuore sereno perchè i bambini non patiranno oltre misura e  avranno due genitori che saranno ugualmente presenti. Non so che fare.

da: Dan

6 Commenti

  1. Lei può chiedere ciò che vuole dai tribunali ma di norma l’affidamento è congiunto al 50%.
    Quindi non capisco a cosa ti riferisci quando dici che se accetti le sue condizioni potrai vedere i figli mentre se non lo fai……? Cosa succede?
    Li vedrai ugualmente! Inoltre che vuol dire accettare passivamente la situazione, lasciargli tutto così non soffrono i bambini? Ma chi te lo dice questo?
    Lotta per avere la tua parte, i tuoi figli, la tua vita! Quindi vai avanti con i tribunali vari e non arrenderti passivamente.

  2. Ho letto la tua storia ed ho provato un senso di disgusto. Anche tu hai ha che fare con una donna sanguisuga, priva di sensibilità.
    Adesso vuole importi le sue regole, cioè tu sparisci dalla mia vita, tutto ciò che è tuo è mio, figli compresi, e per me non esisti più!
    Ma caz… ma davvero esistono questi mostri nella nostra società?
    Mi dispiace davvero tanto per la tua situazione, spero davvero che ne uscirai alla grande!

  3. Purtroppo la legge tutela le donne, noi siamo destinati a soffrire.
    Stai attento a non cadere nella depressione perché hai due figli e devi andare avanti anche per loro!
    Auguri!

  4. Da una parte ci sei tu, la tua dignità, il tuo amore per i figli ed anche verso tua moglie; dall’altra c’è una donna che non ti ama più e non vuole saperne di te.
    Una situazione difficile, complicata, sempre più comune oggi giorno, che vede scontrarsi ragione e sentimenti, amore e freddezza, ragione e odio.
    Uscirne non è facile, non lo è per nessuno. Mi sento di augurarti che la situazione possa volgersi al meglio per te e per i tuoi bambini…non considero tua moglie per non illuderti, perché quando una donna non ama più c’è ben poco da fare.

  5. Capisco il periodo difficile che stai vivendo ma c’è un po’ di confusione nel tuo racconto.
    Un tribunale non può allontanarti dai tuoi figli ma deciderà per l’affidamento congiunto, quindi al 50%. Potrai continuare a vederli ed a crescerli.
    Quindi non comprendo questo passaggio: se accetto le sue condizioni non farò soffrire i bambini. Che vuol dire?
    Se non trovi eque le richieste di tua moglie puoi far vale re i tuoi diritti e questo non implicherebbe nessun risvolto negativo per i tuoi figli.
    Se ti va di spiegare meglio la tua storia mi aiuti a comprendere meglio…

  6. Ciao Lucia e grazie a tutti per i pensieri condivisi,
    quando parlo di “accettare le sue condizioni” mi riferisco al fatto che :
    1) se accetto quello che mi impone possiamo firmare un accordo da portare al giudice e così facendo i bambini soffrono meno perchè non vengfono coinvolti direttamente;
    2) se le faccio la guerra e si apre un istruttoria probabilmente saranno sentiti anche i bambini tramite assistenti sociali o altro per capire come è la situazione a casa, ci possono essere ripicche o lavaggi del cervello da parte di lei ecc. e non voglio che i miei due piccoli possano soffrire ulteriormente di quanto già non lo facciano.

    Preferisco vederli con il sorriso (anche se tristi perchè papa e mamma non stanno più insieme) che in crisi emotiva che poi si riverserebbe anche sulla loro vita (scuola, amici, ecc).

    tutto qui, è una decisione difficile, ma amando immensamente i miei bambini, in cuor mio penso di aver già un indirizzo..

    ciao e tutti

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